Quasi vent’anni sono trascorsi da quando lasciai l’amata Italia,opportunita’ di lavoro in un primo tempo a cui seguirono delle scelte personali dopo aver terminato l’impegno del contratto che mi aveva fatto iniziare la mia vita di emigrante seppur non con la valigia legata da uno spago.Mi sono sempre domandato cosa fosse stato il significato del famoso detto “ mal d’ Africa” Forse la nostalgia e il timore di perdere la vista delle immense pianure popolate dalle fiere,il pericolo mescolato all’avventura i tramonti mozzafiato? mille e mille pensieri nel tentativo di trovare la risposta al capire la “malattia “ che non tardo’ ad arrivare , quando mi trasferii in Bangladesh , la mia prima meta’da emigrante . In alcune parti del mondo siamo ancora considerati rispettosamente “l’uomo bianco” non tanto alla lettera,ma come poi dato di fatto . I popoli che hanno subito periodi di colonizzazione hanno innato e inconscio un comportamento di sudditanza nei confronti dei non
indigeni. Imbarazzante per chi come noi italiani , non avendo nella nostra storia e nei nostri geni dei trascorsi da colonizzatori , saremmo portati a rapporti paritari nel rispetto comune .Quando entravo nelle banche di Dhaka venivo scortato nello ufficio del Direttore passando con imbarazzo le file delle persone che aspettavano il turno per arrivare allo sportello , non era possibile rifiutarsi e fare la coda come tutti gli altri , era normale che “l’ uomo bianco “
avesse la precedenza assoluta sugli altri !!!
Nonostante le cronache Italiane riportino di recente episodi sgradevoli di intolleranza nei confronti di simili di etnie diverse , non possiamo ritenere il popolo italiano un popolo razzista.
In Italia / Europa l’ intolleranza cosi’ attuale e’ scatenata dagli episodi di violenza e di criminalita’ da parte degli immigrati meno abbienti .In parte puo’ essere giustificata la cosa , non tutti i cittadini degli svariati paesi nel mondo che emigrano nelle nostre terre arrivano con intenti buoni e positivi . Ritornando al “Mal d’ Africa “nei paesi cosidetti del terzo mondo visto il differente costo della vita , noi occidentali possiamo permetterci di avere collaboratori domestici e di lavoro a costi per noi accessibili rendendoci la vita molto piu’ piacevole . Veniamo chiamati Sir , Boss , Mister insomma basta chiedere e veniamo serviti . Per antonamasia l’ Africa da sempre e’ stato il continente dove l’ uomo “bianco” veniva servito dall ‘ indigeno del luogo ! Personalmente credo che il nostro” modus vivendi “ dovrebbe orientarsi nell’… ebbene si’ circondarsi di comodita’ che nella nostra terra natia non ci potremmo permettere , ma senza dimenticare che la persona/e che con lo stipendio ricevuto per i suoi servizi e che apporta un beneficio nel suo, bilancio famigliare e’ un essere umano con tutti i diritti , ed uguale a noi solo e’ un po’ meno fortunato.
Quando rientro in Italia , gli amici i parenti non si stancano mai di formulare centinaia di domande , ci invidiano le nostre piscine i nostri domestici auspicano alla speranza di poter un giorno anche loro lasciare l’ Italia e raggiungere i paradisi tropicali e fare una vita piu’ agiata . Una realta’ preoccupante quella che due italiani su tre vorrebbero lasciare l ‘Italia , il nostro bel Paese invidiato da tutti nel mondo per le sue bellezze ! Posso capirli ... quando io stesso ebbi l’ opportunita’ di lasciarlo il nostro Bel Paese , non esitai un attimo ad accettare , ero in preda alla grande curiosita’ di poter cambiare radicalmente la mia vita nei suoi ritmi e in tutte le sue sfaccettature !
Le diversita’ e il tipo di educazione e gli strascichi dello stress maturato negli anni di permanenza nei cosidetti nostri paesi industrializzati , ci fanno pero’a volte scatenare dei meccanismi che portano all’ intolleranza e anche noi Italiani , non colonizzatori ci mettiamo in un piedistallo di comando e trattiamo a volte , non proprio democraticamente, i nostri collaboratori .
Quello che dobbiamo ricordare pero’, e’ che in questi paradisi siamo immigrati si’ , ma della categoria privilegiata e’ che siamo venuti in questi paesi perche ‘ avevamo una lunga serie di convenienze e quindi il nostro dover e’ di aver maggior rispetto( di quello che hanno gli sfortunati all’assalto dell’Italia e dell’ Europa) , del paese che ci ospita e dei suoi abitanti . Cerchiamo quindi di essere tutti piu’ tolleranti quando , il Ketut lo mandiamo a fare la copia di una chiave e ci riporta una “fotocopia’ della chiave o quando la Kadek del ristorante X ordinando un cocktail Margherita , arriva al tavolo con una Pizza Margherita , sorridiamo a questi episodi o rischiamo di diventare anche noi il baluardo degli stessi popoli colonizzatori e come loro non godere , per il loro passato , di simpatie intorno al globo. Gli Italiani rimasti in Italia , farebbero carte false per prendere il nostro posto e ….SUBIRE …questi “stress” quotidiani .Siamo noi i fortunati malati del “Mal d Africa “, di cui ognuno di noi dubito ne voglia guarire , nelle nostre terre saremmo una delle tante pedine anonime , un numero qualunque qui’ invece siamo i Sir / Boss / Mister, rispettati e riveriti dove se un locale ci passa davanti quasi inchinandosi al nostro cospetto , mette avanti la mano tracciando un immaginaria linea quasi a simboleggiare la divisione fra due mondi diversi …non dimentichiamocene !!!