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Da Bali alle Sulawesi con l’ ANANDA

La partenza da Lovina nord est di Bali avenne verso il tramonto. l’Ananda un wood Pinisi Schooner barca tradizionale due alberi di 26 metri ci attendeva fluttuando leggermente nelle onde. La navigazione notturna cullati dal vento fresco ci porto, la mattina dopo,a Lombok e precisamente calammo le ancore alle Isole Gili, piccole meravigliose isolette dove non esistono mezzi di trasporto motorizzati, sostituiti da calessi trainati da cavallini.Una riserva naturale di testuggini e i coralli multicolori offrono agli amanti dello snorkeling paesaggi sottomarini da sogno.

La navigazione prosegui’ con partenza del giorno stesso al tramonto ed il giorno dopo giungemmo a Sumbawa dopo aver goduto la vista tutta la notte di un cielo dove la via lattea era talmente limpida quasi da poterla toccare. Una caratteristica del navigare in questi atolli e’ quella che la natura vulcanica dell’ archipelago Indonesiano da sensazioni e viste di scenari poco terrestri,quasi lunari e la luce della luna stessa con i riflessi argentei conferisce ancor piu’ questo effetto e le diverse forme dei vulcani grandi e piccoli sembrano scolpite dalle mani di un gigante rendendo queste vedute uniche al mondo. La destinazione successiva era Moyo dove arrivammo il giorno dopo. Addentratici nell’ interno dopo una camminata di circa mezz’ora ci trovammo davanti ad una cascata naturale di acqua dolce immersa in una fitta vegetazione che non lasciava passare i raggi del sole. Una piscina formatasi naturalmente nella parte bassa e in alto rocce da cui ci si poteva tuffare da altezze di oltre cinque metri lasciandosi andare da liane che ci permettevano di raggiungere dalla terra ferma il centro della pozza prima di mollare la presa per lasciarvisici cadere dentro.

La mattina dopo raggiungemmo Satonda un isola nel cui interno, che e’ il cratere di un vulcano spento, si trova un enorme lago salato a cui gli indigeni hanno attribuito delle proprieta’ magiche. Il rituale e’,dopo aver richiesto il realizzarsi di desideri,di appendervici ad un grande albero, dalle forme inusitate e quasi sinistre che e’ alla riva del lago stesso, delle pietre a mo’ di ornamento quasi a emulare un certamente bizzarro albero natalizio!
Gli spostamenti in navigazione ci offrivano sempre spettacoli meravigliosi, pesci spada che guizzavano inarcandosi fuori dalle onde ad offrirci giochi pirotecnici d’acqua, aiutati dai delfini che non mancavano mai. Le testuggini giganti non sapevano resistere alla tentazione di esibirsi ai nostri occhi, fino al fortunato avvistamento di una balena che lascio’ in tutti noi una profonda emozione spari’dopo qualche minuto affondando la sua gigantesca coda nell’ azzurro.Nella navigazione notturna passammo ai fianchi dell’isola di Sangeang dove pensammo di assistere ad un eruzione del vulcano che vi regna,ma quando la distanza diminui’ e la visibilita’ divenne chiara ci rendemmo conto che l’ effetto delle presunte colate laviche ai suoi fianchi era provocato da due incendi che divoravano alberi nel pendio.

Il giorno successivo arrivammo all’ avvistamento di Flores e buttammo l’ ancora nella baya di Labuan Bayo dove scesi a terra facemmo rifornimenti di frutta fresca e acqua al mercato locale, seguiti dagli increduli occhi della popolazione che non e’ abituata a vedere gente non indigena. Caratteristici i sarong usati anche dagli uomini a mo’ di parei realizzati in cotone pesante con ricami multicolori fatti a mano con l’antico sistema di telai che tessono come migliaia di anni fa.

Con il carico di provviste e d’acqua riprendemmo la navigazione a ritroso per raggiungere Komodo, terra dei dragoni o varani giganti che nella meta’degli anni ’70 fecero colazione con uno sfortunato barone svizzero che fini’ nelle fauci di questi ultimi esemplari viventi che ricordano in modo impressionante i loro progenitori dinosauri che dopo aver dominato la terra, sparirono misteriosamente estinguendosi. I loro tre metri di lunghezza e i 150 e piu’ kilogrammi di peso in aggiunta alla loro velocita’ che puo’ raggiungere i 18 kilometri orari li rendono veramente una specie animale da cui stare alla larga.

Arrivati alla sera I rangers del parco naturale ci dissero che era pericoloso percorrere la pista dove solitamente si possono vedere, quindi rimandammo al giorno dopo!Facemmo in tempo usando un’ imbarcazione piu’ piccola che ci permise di arrivare fino a riva, a visitare una spiaggia chiamata dagli indigeni Pantai Mera(spiaggia rossa)si presento’ ai nostril occhi come un miraggio nel liquido deserto verde blue,il rosso, piu’ rosa direi, e’ formato dai granelli dei coralli frantumatisi nel tempo che si mischiano alla sabbia bianchissima che ha una finezza paragonabile alla farina, dandogli appunto una colorazione rosea. La varieta’ del mondo sottomarino in quest’area raggiunge le mille differenti specie e immergendovicisi ne avemmo la conferma.

Curiosa la vegetazione che dava l’ impressione di passeggiare in un coloratissimo mercato di frutta e verdure per la straordinaria somiglianza con il mondo della vegetazione terrestre! La sera organizzammo in compagnia di una ranger donna un fuoco nella spiaggia dove cucinammo alcuni esemplari di pesci delfino il nome dalla forma della testa che ricorda il delfino,pescati da noi con ami al traino durante la navigazione.La serata passo in allegria anche dovuta al sorseggiare dell’ Arak una specie di wisky ricavato da fermentazione di riso e altro.La mattina dopo ritornammo sulla spiaggia dove vi erano delle impronte di un varano che a detta del ranger era passato da non molto tempo.Scortati da ranger all’inizio della nostra fila umana e alla fine,ci incamminammo nella foresta, vedendo alberi dagli strani frutti che sembravano uova di struzzo,ragni giganteschi appollaiati ai rami ,stranissime conchiglie giallochiaro con linee blue attaccate alle foglie di piante e decine di cacatua pappagalli bianchi molto rumorosi,fino a che, in mezzo ad una macchia avvistammo il dragone che per fortuna era troppo impegnato a cercare frescura dal caldo che faceva colare come se fossimo stati dentro ad una sauna,che a pensare a noi come materia commestibile!Ci potemmo avvicinare abbastanza da vederne la sua mole,era lungo circa tre metri!Curiosita’,nel caso di essere inseguiti da uno di questi mostri l’unica via di scampo e’ quella di correre a zig zag,nel dritto …il povero barone svizzero ne fece le spese!Un’altra curiosita’ i rangers ci dissero che alle donne e’ sconsigliabile la visita nella pista in caso avessero il loro periodo mensile,il fiuto finissimo di questi rettili li guiderebbe da loro!Lasciata Komodo,dopo un giorno e una notte di navigazione in mare aperto arrivammo alle rive di Selayar gia’ parte delle Sulawesi.Una Baya da sogno si presento’ ai nostril occhi, dove un avventuroso diver Tedesco ha realizzato con accesso solo dal mare,un piccolo resort formato da comfortevoli Bungalow che possono ospitare gli amanti degli abissi ,non dimentichiamo che il maestro del mare Jean Coustou scrisse in uno dei suoi lbri che i fondali, risparmiati dalla era glaciale mantenendo intatti i coralli originali, si trovano proprio nelle profondita’ di questi mari d’ incanto. Dopo molti giorni di riso e pesce ci lasciammo andare a consumare il tradizionale Nasi Campur indonesiano,verdure miste con riso,spezie uova e pezzetti di carne e pollo e gamberetti,innaffiati da birra gelata.

Nel pomeriggio ci addentrammo all’ interno e scalammo un dirupo fino ad arrivare a delle grotte, Goe in indonesiano.In una potemmo avere incontri ravvicinati con i suoi abitanti diurni, pipistrelli di notevoli dimensioni,che disturbati dalla nostra presenza in fuga,ci volarono sopra le teste a velocita’ tali dal sentire l’ aria che si spostava!In un’ altra vi era una roccia gigantesca che aveva le sembianze di un Mammouth,in un’ altra ancora le sembianze di una mano scolpita e una specie di altare naturale ci fece pensare ad un luogo usato forse per riti religiosi.Sorpresa in un’ altra ancora , dove vedemmo un sarcofago di legno ancora parzialmente intatto al cui interno riposavano i resti di ossa di natura indubbiamete umana e al suo lato frammenti di ceramiche di certa provenienza cinese .Scesi di nuovo a riva trovammo rinfresco nelle fresche acque e nuotando in meno di due metri d’ acqua raccogliemmo gigantesche conchiglie dalle mille forme,vuote,non ce lo saremmo mai permesso in caso contrario!

continua nella prossima edizione
mario ciccone:.