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Da Bali alle Sulawesi con l’ ANANDA

continua dall’ edizione precedente

La serata passo in allegria con cibo e racconti del nostro ormai amico diver, che soprannominammo 007,i suoi incontri ravvicinati con giganteschi squali e lo spingersi in profondita’ vicine ai 100 metri , lasciano intuire il soprannome affibiatogli!Nella veranda del ristorantino del resort,quella notte, potemmo godere della vista di una luna piena di colore rosso arancio,quasi a voler sembrare un sole acceso nel cielo nero!

La mattina dopo di nuovo in mare alla volta di LuikanLohe un isoletta di pescatori dove al nostro arrivo vedemmo l’intero villaggio venirci incontro per vederci,quasi toccarci,la curiosita’ di avvicinarsi a questi esseri cosi’ strani “NOI”, valutando lo stupore e i sorrisi su quei volti che non erano certo segnati da linee o rughe di stress!!!Le abitazioni molto colorate a forma di palafitte nella terra ferma,dove al suo piano basso stazionavano ancora gli antichi telai gia’ menzionati prima,la produzione di questi sarong e’ molto diffusa in tutto l’arcipelago,cambiando le zone si possono notare solo differenti tipi di ricami e disegni.La sorpresa fu quando all’ acquisto pagammo prezzi molto inferiore ai gia’ irrisori prezzi pagati al mercato di Flores!Gli abitanti dell’ isola erano visivamente molto poveri,ma quel poco che hanno lo amano mostrare,cosi’ una donna che portava al collo una moneta d’oro datata 1792,regalo del marito,al rientro di un lungo periodo trascorso a lavorare in Malesia,rientro’ in casa e vi riusci’poco dopo con un’ altra moneta nella mano e con una aria indifferente o per lo meno con un tentativo di apparire tale,la lasciava distrattamente intravedere fra le sue mani.Andre’ Il nostro skipper,vive da dieci anni solcando questi mari e’stato una guida preziosa e mai rimase senza parole alle richieste delle nostre interminabili domande, dimostrando una conoscenza della cultura di queste popolazioni davvero straordinaria.L’Ananda e’ la sua terza barca costruita nelle Sulawesi e credete se le e’ costruite,con l’ aiuto di esperti maestri d’ ascia letteralmente con le sue mani.Lasciata l’ intoccata LuikanLohe,dove non cosi’ troppi anni addietro , pare che i tagliatori di teste praticassero ancora il cannibalismo,dopo alcune ore di navigazione arrivammo con un velo di tristezza negli occhi alle coste di Bira il nostro incredibile e fantastico viaggio,volgeva al suo termine.

Il porticciolo dove all’ ancora stazionavano un discreto numero di imbarcazioni di avventurosi olandesi,svedesi francesi,che avevano coronato il loro sogno di costruire e vivere in una imbarcazione,ci riservo’una calda accoglienza,Andre’ aveva lasciato Quattro mesi prima Bira ed essendo uno degli anziani del luogo, nonostante I suoi soli 37 anni qui’ gode di una certa popolarita’ e rispetto. Festeggiarono il suo ritorno e dividemmo cibo e bevande fino a tarda notte in un atmosfera armonica e rilassante.

Dopo un paio di giorni spesi a oziare per riprendere le energie dopo il viaggio che durato due settimane,lascio’ alle nostre spalle circa 800 miglia percorsi ad una media velocita’ di 5/6 nodi marini,organizzammo il viaggio che ci avrebbe portato dopo 3/4ore di auto all’ aereoporto di Makassar,chiamata cosi’ dopo la deposizione del regime di Sohearto,il suo nome precedente era Ujungpandang,un aereo in un ora di volo ci avrebbe riportato a Bali .

La strada costeggiando il mare fino a Bulukumba ci offri’ al suo passaggio la vista di diverse imbarcazioni in costruzione,cantieri aperti sulle spiagge di TanahBiru,Le mani esperte degli artisti dell’intaglio di questo coraggioso popolo di mare,si pensi che in antichita’ con le loro imbarcazioni, si spinsero fino ai mari della Cina e dell’ Australia e a ovest fino alle coste Arabe,dagli alberi secolari riescono ancora oggi a erigere sulla rena questi monumenti all’arte di viaggiare ,monumenti di legno in grado di affrontare ogni onda!

L’ aereo si stacco’ dal suolo con un rombo assordante,agli antipodi della musica provocata dallo sciabordio del solco della prua dell’Ananda nelle onde,che evocava,in un idilliaco amplesso,lo sposalizio che ogni imbarcazione ha con il mare e con una certa nostalgia salutammo questa parte del mondo con la speranza di ritornarvici al piu’ presto!

mario ciccone:.