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Una magica giornata a Bali

Il villaggio , ai piedi della collina dalla cui vetta si puo’ vedere l’isola di Lombok, era situato nei pressi del lago Batur. I miei amici erano elettrizzati e felici in preda ad una sana eccitazione tipica di chi visita Bali la prima volta. Un giovane, ma gia’ affermato ginecologo,alla ricerca di poter prendere conoscenza di parti al naturale secondo le tradizioni locali, per poter trasferire nella societa’ occidentale considerata piu’ avanzata, dei saggi consigli per mettere alla luce le creature, nel modo piu’ naturale possibile .

Un giovane manager di una grossa societa’ di abbigliamento, un altrettanto giovane imprenditore, un insegnante ed io. Potevamo definirci un gruppo ben assortito, ma omogeneo seppure nelle diversita’ dei rispettivi campi operativi, ma soprattutto un gruppo di amici e questa era la cosa che contava di piu’. Il nostro furgoncino a vetri si snodava lungo le curve in mezzo alle colate di lava, ormai concretizzatesi in forma rocciosa a testimoniare una precedente eruzione abbastanza disastrosa avvenuta molti anni prima e sputata dalle fauci del vulcano conosciuto come Gunung Agung. La colazione a base di Nasi Goreng, tipico piatto indonesiano con riso, vegetali cucinati, spezie e uova fu consumata in un ristorantino molto modesto, ma pulito e gestito da gente molto cordiale e sorridente .

La pausa del pomeriggio la trascorremmo alle piscine termali circondate da statue di varie forme. guardiani del tempio, scimmie e infine putti da cui sgorgavano le calde e curative acque a 37 gradi celsious. Al momento di tornare decisi di percorrere la strada che andava al villaggio, verificare dove sarebbe finita e poi tornare verso Kuta. Quando ci avvicinammo e ci addentrammo nel villaggio notai una cosa insolita che non trasferii agli amici avendo timore di togliere un po ‘ di quella bella armonia che si era creata nell’arco di quella bella giornata.

I volti della gente per altro sempre sorridenti, erano quasi ostili, persino quelli dei bambini e tutti sembravano osservare il nostro passaggio. La strada si fece non troppo praticabile e trovammo una grossa buca, scesi a controllare e nonostante il consiglio di non passare datomi da un locale che si era avvicinato a noi , decisi di continuare e con molta attenzione e qualche non facile manovra, riuscimmo a proseguire .

Arrivammo al punto dove la strada finiva in un piazzale. Vidi un varco una porta e chiesi ad un anziano, cosa vi fosse oltre e lui mi rispose che c’era un antico tempio. Era il tempio, PURA HULUN DANU Batur dedicato alle divinita’ BETHARI, DEWI e DANUH dove i Balinesi si riuniscono per pregare per la prosperita’ della loro gente e dell Isola.Ci avvicinammo e chiesto il permesso ad un Monaco hindu di entrare, varcammo quella soglia e tutti ravvisammo una strana, ma piacevole sensazione di forte energia che ci pervase, accompagnata da pelle d’oca cosi’ forte da far rizzare i peli delle nostre braccia. Avvicinandosi ai gradini il fenomeno si fece sempre piu’ forte fino ad avere al sensazione di essere molto vicini a cavi dell’ alta tensione.Istrui il gruppo degli affascianati amici al semplice rituale di recitare inginocchiati un mantra.

Al termine chiesi al Monaco se aveva dell’Holy Water, l’equivalente della cristiana acqua santa e con un affermativo cenno del capo mi porse l’ ampolla. Due degli amici, comprensibilmente timorosi del pericolo di poter contrarre un’ infezione intestinale viste le precarie condizioni igeniche di quell’Acqua, non se la sentirono di berla mentre gli altri due non si tirarono indietro , in quanto a me dopo circa vent’ anni vissuti in asia, credo di aver acquisito qualche nuovo anticorpo e fui il primo a berla con i tre piccoli sorsi rituali. Al contatto del liquido ebbi una sensazione indefinibile nella gola, una piacevole esplosione e in effetti esplosi in un pianto convulso, liberatorio, con un po’ d’imbarazzo di fronte agli amici e un gruppo di locali curiosi di vedere un “bule’” in lacrime, ma sorridente. Il Monaco quando mi ricomposi si avvicino’ e mi sorrise dicendo che le divinita’del tempio, avevano per un attimo visitato o scannerizzato il mio corpo dandomi il benvenuto. Nel mondo occidentale un racconto del genere e’ da fantascienza, ma l’ Oriente….. e’ un’altra cosa e pur non avendo prova, la spiegazione del Monaco la trovai pertinente e attendibile !Dopo aver lasciato un’offerta, per’ altro non richiesta, ci avviammo per il sentiero alle spalle del tempio che ci avrebbe portato in cima alla collina.

Avevamo la sensazione di avere tutti le ali ai piedi e in un battibaleno ci trovammo alla sommita’del monte, l’aria era fina e profumata, la vista era incredibile e si alzo’ un vento che mi fece pensare di poter essere un aquilone e di librarmi da quella vetta e lasciarmi trasportare nel cielo seguendo un stormo di uccelli che stavano disegnando figure giottesche nel loro volo. Anche la discesa a valle fu velocissima e il tutto in un silenzio fra noi innaturale, non comune.

Anche risaliti sul nostro mezzo di trasporto non riuscivamo a parlare e solo Gian Nicola, il ginecologo ruppe il silenzio facendo notare che ora tutta la gente dello stesso villaggio ci sorrideva! Avevano notato tutti gli sguardi ostili dell’ andata, come ora notavamo tutti i sorrisi aperti della popolazione di quell villaggio . Eravamo spiritualmente impuri forse e dopo la visita al tempio ci eravamo purificati ? ecco spiegarsi le reazioni della gente? forse e’ andata proprio cosi’, ma dare risposte certe in questi casi non e’ facile, ma forse neanche necessario!

L’importante e’ stato vivere questa esperienza e poterla raccontare ! L’Asia pur vivendoci da 20 anni non finira’ mai di stupirmi e penso che non smettero’ mai di amarla .

mario ciccone:.